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SILENZIOSO TESTIMONE DELLA RISURREZIONE

2010-08-26

autore: Padre Mieczyslaw Piotrowski SChr

 

Nessuna persona potè testimoniare realmente il momento della risurrezione di Cristo. Prima che il Suo corpo fosse deposto nella tomba, fu avvolto in una stoffa di lino, lunga approssimativamente tredici piedi e larga quattro piedi e un quarto. Questo tipo di lenzuolo era usato anche come coperta, manto o tovaglia (il sudario). Il corpo fu posato per lungo su una metà, mentre l'altra metà copriva la parte frontale dal volto ai piedi. 

Numerosi specialisti hanno condotto ricerche scientifiche e meticolose sul Sudario di Torino per oltre un secolo. Per lo più queste ricerche mirano a provarne l’autenticità. Di conseguenza, il Santo Sudario è diventato la reliquia cristiana più famosa del mondo, che continua a sbalordire la scienza per il ritratto della "vera vita", della sofferenza, morte e resurrezione di Gesù . Secondo gli scienziati, l'immagine che appare fu lasciata dal vero corpo di un uomo crocifisso. La figura del corpo è come un negativo fotografico, mentre le macchie di sangue sembrano una stampa. L’inestimabile reliquia ha resistito al passare del tempo, ed è ora conservata a Torino.  
J. Jackson e E. Jumper, due fisici americani dell’Accademia Aeronautica militare statunitense scoprirono che l'immagine sul Sudario è tridimensionale. Numerosi e dettagliati test hanno confermato che la scienza moderna non è in grado di riprodurre tale immagine. È assolutamente oltre l’abilità di qualsiasi scultore. Nessun pennello può riprodurre un’immagine di questo tipo, né alcun tipo di tecnica. Infatti non è un’opera umana, perché non presenta alcuna traccia di direzionalità, che caratterizza ogni pezzo d’arte esistente.  
L'immagine impressa sul Sudario è di colore trasparentemente giallastro, che è difficile spiegare dato che non è stata trovata alcuna traccia di pigmenti o vernici. Solamente la superficie della stoffa riporta l'impressione dell'immagine. Delle oltre 100 fibre che costituiscono la trama, solamente le due o tre più in superficie sono colorate di giallo. Quindi, l'immagine non penetrò la stoffa.  
Tutti gli sforzi fatti per rimuovere il colore da quei fili applicando 25 tipi di decoloranti e solventi si sono dimostrati inefficaci. In questo modo è stato scientificamente dimostrato che l'immagine è indelebile.   
La natura tridimensionale dell'immagine ha aiutato gli scienziati ad identificare due piccole monete che erano state messe sugli occhi dell'Uomo del Sudario. Che copriva l'occhio destro era il "lepton lituus", una moneta coniata tra il 29 ed il 33 D.C., al tempo di Ponzio Pilato. Sull'occhio sinistro c’era una moneta coniata nel 29 D.C. da Pilato in onore di Giulia, la madre di Tiberio. Questo dunque è un ulteriore evidente collegamento tra il Sudario e il tempo di Gesù Cristo. Le monete appoggiate sugli occhi di una persona morta riflettono un vecchio costume di sepoltura ebreo.  
Ci sono molte altre cose riguardo al Sudario che continuano a sbalordire gli scienziati. Anche se venne usato per avvolgere un corpo, l'immagine sulla stoffa è completamente piatta. Non c'è deformazione. In terminologia ottica questo sarebbe chiamato “proiezione parallela". Alcuni scienziati credono che questo negativo fotografico e indelebile del corpo crocifisso fu il risultato di una misteriosa esplosione di energia all’interno del Sudario stesso. Tale esplosione sarebbe stata forte abbastanza da provocare il “disseccamento” della superficie delle fibre di stoffa (stampando così un'immagine) con energia infrarossa o esposizione a protoni accelerati ad approssimativamente 1 Mega (energia usata da un protone che viaggia tra due poli con una differenza potenziale di 1 milione di volt).  
La scienza è incapace di spiegare come l’intera figura del corpo fu stampata sopra la stoffa. Per questa ragione, J. Jackson osserva: "Dati i processi fisici e chimici moderni a noi noti, c'è ogni buona ragione per credere che quell’immagine non avrebbe mai potuto esserci. Tuttavia essa è reale, anche se noi siamo incapaci di spiegare come accadde."  
La ricerca scientifica ha escluso l’ipotesi che il Sudario fosse una falsificazione. Solamente il cadavere di un uomo crocifisso, un ebreo del primo secolo D.C., giustiziato da soldati romani precisamente nella maniera descritta nei Vangeli, avrebbe potuto creare questo scioccante negativo fotografico.  
Così, i dati scientifici sostengono la nostra credenza, cioè che noi siamo in possesso dell’autentico lenzuolo di sepoltura di Gesù Cristo. K.E. Stevenson e G.R. Habermas sostengono che la probabilità che il corpo impresso sul Sudario non sia quello di Gesù è di 1 su 82.944.000. Per spiegare meglio tutto ciò, si avvalgono della seguente analogia. Supponiamo di avere 82.944.000 biglietti da un dollaro messi uno accanto all’altro. La distanza coperta sarebbe tre volte la distanza tra New York e San Francisco. Una di queste banconote ha un marchio speciale, ed un uomo bendato può prenderne solamente una per tentare di trovarlo. La probabilità di successo è precisamente 1 a 82.944.000. Quindi, possiamo concludere che il Sudario è davvero la stoffa di sepoltura che fu usata per avvolgere il corpo di Gesù Cristo. Questa conclusione è supportata da ulteriori valide scoperte scientifiche (si veda il Verdetto sulla Sindone, Brescia. 1982, p. 146).  
Y. Delage è corretto nel sostenere che non sono solo persone di mente ideologica (ad esempio quelli inclini a "mettere da parte l’intelletto") a trovare questi argomenti incontrovertibili e convincenti.  
Esperti in medicina legale, applicando i risultati dei processi coaugulativi del sangue allo studio del Sudario, sono stati in grado di concludere che il corpo di Gesù' fu avvolto nella stoffa circa due ore e mezza dopo la sua morte, e che ci rimase circa 36 ore. Non c’è nessuna  traccia di decomposizione del corpo. Per di più, il corpo non può essere stato rimosso dal luogo in cui era avvolto, in quanto non vi è alcuna traccia di lacerazioni, ed i coauguli di sangue rimangono intatti. Questo non può essere spiegato scientificamente o replicato in laboratorio.  
Come sarebbe potuto il corpo passare attraverso il lino senza danneggiarne la struttura? Cosa impresse la misteriosa immagine del corpo sul Sudario? Solamente la fede offre risposte a queste domande. La nostra fede dice che ciò accadde al momento della Risurrezione.  
In un'omelia fatta a Torino, Giovanni Paolo II disse: “In linea con quello che sostengono numerosi  scienziati, noi possiamo affermare che il Santo Sudario di Torino sia un testimone insolito dell'Evento Pasquale: della Sofferenza, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. È un silenzioso testimone tuttora efficace! " (13 aprile 1980). 
La scienza scopre chi è l'uomo del Sudario, e la fede ci conduce a conoscerlo. Questa preziosissima reliquia ci ricorda con un “promemoria grafico” che Cristo ha realmente sofferto, è morto sulla croce e risorto per la nostra salvezza. Possiamo essere indifferenti di fronte ad un amore così illimitato?  
"Per un credente - dice Giovanni Paolo II - quello che è importante è che il Sudario offre uno specchio dei Vangeli [...] Contemplandolo, ogni persona sensibile sperimenta qualcosa che colpisce il cuore profondamente [...] il Sudario è veramente un segnale straordinario, che ci fa pensare a Gesù, la vera Parola del Padre e che fa appello a noi perché possiamo seguire l'esempio di Colui che si sacrificò completamente per tutti [...]" (Torino, 24 maggio 1998).  
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