IL NOSTRO PERCORSO – LA RISCOPERTA DELL’ HUMANAE VITAE

2013-10-08

 

“[L’apertura alla vita] apporta alla vita familiare frutti di serenità e di pace e agevola la soluzione degli altri problemi; favorisce l’attenzione verso l’altro coniuge, aiuta gli sposi a bandire l’egoismo, nemico del vero amore, e approfondisce il loro senso di responsabilità nel compimento dei loro doveri. I genitori acquistano con essa la capacità di un influsso più profondo ed efficace per l’educazione dei figli; la fanciullezza e la gioventù crescono nella giusta stima dei valori umani e nello sviluppo sereno ed armonico delle loro facoltà spirituali e sensibili.” (Humanae Vitae, 21)
 
Nel 1972, poche settimane dopo la nascita della nostra seconda figlia, mia moglie ed io decidemmo che io mi sarei fatto sterilizzare, con l’intenzione di evitare la nascita di altri figli all’interno della nostra famiglia. La decisione fu presa troppo alla leggera, ma considerando la nostra estrema giovinezza (eravamo studenti universitari appena ventenni quando ci sposammo nel 1969), le nostre coscienze che ci indirizzavano dalla parte sbagliata, la nostra situazione economica precaria, la preoccupazione che c’era per la cosiddetta “esplosione di popolazione”, le direzioni ambiugue che provenivano da alcuni quartieri della Chiesa, la nostra decisione fu poco sorprendente.
Le conseguenze della nostra decisione non si fecero vedere subito. Cose di questo genere raramente lo fanno. Ma se guardiamo indietro a quei diciassette anni che separarono la nascita della nostra seconda figlia dalla nascita del nostro primo figlio dopo il ripristino della mia fertilità, vediamo come invece che liberarci dalla paura, dall’ansia e dalle preoccupazioni economiche, quella decisione ci portò a severe conseguenze, quali dubbi, confusione spirituale, senso di colpa, discomunione, e una certa disfunzione familiare. Nel caso di mia moglie, le provocò un profondo senso di perdita della propria femminilità. In entrambi si indebolì l’abilità di esercitare il ruolo di educatori per i nostri figli , in particolare in materia di fede.
 
Vorrei poter dire che la decisione di ripristinare la mia fertilità nel 1987 fu presa in considerazione in modo molto più facile rispetto a quella di essere sterilizzato. Non lo fu. È grazie al nostro Padre amorevole, alla Sua grazia e misericordia, che ce l’abbiamo fatta. Anche con il Suo aiuto, il nostro viaggio risultò essere un susseguirsi di errori, indecisioni, e ripensamenti (due volte, dopo la nascita del nostro primo figlio maschio, ho prenotato e cancellato appuntamenti per una seconda sterilizzazione!) Calmare una coscienza inquieta era senza dubbio il nostro obiettivo primario all’epoca - prova, per lo meno, che le nostre coscienze non erano state completamente intorpidite e che la grazia sacramentale del nostro matrimonio stava ancora lavorando dentro di noi, nonostante l’ostacolo che noi avevamo messo. A quel punto noi stavamo soltanto rispondendo al desiderio di raddrizzare quello che intuitivamente sentivamo essere un disordine nel sacramento del nostro matrimonio. Considerata la lunga durata del mio stato di infertilità, avevamo poche speranze di poter concepire altri bambini, anche se avevamo sperato a lungo di poterne avere ancora.
Una volta che noi Gli abbiamo dato una puntina di fede ed abbiamo, anche se flebilmente, risposto alla grazia della Sua chiamata, il nostro Padre amorevole, nella Sua infinita generosità, ci donò migliaia di altre grazie. All’età di 42 e 45 anni, e con crescente gioia delle nostre figlie, mia moglie concepì e diede alla luce due figli in buona salute. Durante questo periodo (i primi anni ’90) fummo condotti rapidamente attraverso un percorso di conversione del cuore, che ci portò a capire ed apprezzare gli insegnamenti della Chiesa, specialmente in materia di matrimonio ed etica familiare. Come il figliol prodigo, eravamo tornati a casa per essere vestiti con abiti sontuosi. Dubbi, discomunione e senso di colpa sparirono (ancora una volta non immediatamente, perché la grazia di Dio ha i suoi tempi, e nel nostro caso l’atteggiamento mentale contraccettivo aveva fatto i suoi danni). In modo crescente, comunque, le nostre vite sono state riempite con un senso di fiducia, pace interiore e armonia.
Subito dopo la Sua risurrezione, Gesù diede a Pietro la possibilità di rivedersi riguardo alle tre volte in cui lo rinnegò, Dio diede a noi tre nuove opportunità per poter dire sì alla vita. I nostri ragazzi adesso hanno 13, 11 e 7 anni. Sono fonte di inesauribile gioia per la nostra famiglia, che simbolicamente cresce ogni volta che le nostre figlie, sposate, appena trentenni, vengono a farci visita con le loro famiglie che stanno a loro volta crescendo.
Condividendo brevemente con voi la nostra esperienza, siamo consapevoli del fatto che il crescente numero del clero e dei fedeli che hanno scoperto troppo tardi il danno che può provocare il non predicare o non seguire gli insegnamenti della Chiesa in materia di sessualità, e per i quali la riparazione fisica non è possibile o, nel caso dei preti, non applicabile. Per quanto riguarda i nostri sacerdoti, la soluzione è semplice, ma per niente facile. Devono ricominciare a predicare quello che la Madre Chiesa ha sempre insegnato. Riguardo ai laici, ecco quello che dovrebbero prendere in considerazione. I giovani sposi che hanno deciso di essere aperti alla vita nella nostra attuale “cultura di morte” si trovano in difficoltà sotto molti aspetti, non solo quello economico. Far crescere una famiglia con uno solo stipendio al mese (che a volte facendo tali scelte è necessario) va’ contro lo stile del nostro moderno e tutt’altro che benevolo sistema economico. Molte giovani famiglie stanno lottando per tenere le loro teste fuori dall’acqua. In molti casi tali famiglie sono emarginate dalla comunità.
Questa è la situazione in cui alcune coppie più vecchie (beneficiarie di un'economia passata, più equa, che precedentemente magari hanno fatto uso di contraccettivi), molte delle quali godono di una pensione presto e hanno tempo da dedicare a qualcuno, possono praticare quella che viene chiamata una "fertilità secondaria". Il servizio più prezioso che possono rendere a queste famiglie è il loro incondizionato supporto morale - principalmente attraverso preghiera. E dato che la preghiera conduce all’azione, c’è anche una gran varietà di modi pratici coi quali possono aiutare queste giovani famiglie. Alcuni sono in una posizione favorevole per aiutare finanziariamente; altri, specialmente i pensionati sono disponibili a muoversi e stabilirsi vicino alle famiglie dei loro figli; possono alleviare i genitori affaticati facendo da babysitter (specialmente quando in famiglia c'è qualche malattia); alcuni possono donare il loro tempo libero per aiutare con la scuola e i compiti. 
E piuttosto che cambiare macchina ogni pochi anni, potrebbero considerare l’idea di donarne una ad una giovane famiglia. E perché non lasciar perdere la vacanza bi-annuale e mandarci piuttosto quella famiglia? O aprire un fondo di garanzia per l’istruzione dei loro nipoti?
E perché non sostenere le lotte di quella famiglia alle riunioni della Lega Donne Cattoliche o davanti a quel pastore a cui manca quella confidenza parlare chiaro riguardo la morale sessuale? 
La contraccezione è un “avvizzimento” dell’intero Corpo di Cristo. È un problema troppo grande per essere lasciato cadere in grembo alle nostre giovani coppie. Tutti i settori della Chiesa devono essere indirizzati al suo sradicamento. È, seppur discutibilmente, e per lo meno nella nostra cultura, la più grande causa del nostro fallimento nel passare l’autentica fede cattolica ai nostri figli. Recenti esami sociologici hanno dimostrato che la causa principale per cui i bambini si allontanano dalla fede dei loro genitori, è la disfuzionalità nella relazione tra di loro, e la discordia è uno dei frutti più amari e più prevedibili dello stile di vita contraccettivo. E la protesta più grande che i bambini possono esprimere contro la mancanza di amore dei loro genitori è proprio rifiutare quello che credono essere per loro più importante - la fede! D'altra parte bambini che sperimentano quotidianamente l'amore vicendevole dei loro genitori sono probabilmente più inclini al desiderare di preservare la sorgente di quell’amore che è proprio la fede cristiana; come San Paolo c'insegna, l’amore sponsale è come l'amore che esiste tra Cristo, lo sposo, e la Sua sposa, la Chiesa. 
 
Christopher A. Zakrzewski
 
Christopher Zakrzewski è il primo redattore del Nazareth Family Journal ed ora insegna al Our Lady Seat of Wisdom Academy nella Baia di Barry, Ontario, Canada 
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