IL MATRIMONIO E’ UN DONO DI DIO

2013-10-08

Disteso in un letto di ospedale dopo essere stato sottoposto a un intervento alla colonna vertebrale, ho realizzato che le vicissitudini delle ultime settimane mi avevano dato una buona ragione per condividere i miei pensieri riguardo all’amore coniugale.

 

Sono nato e cresciuto in una famiglia cattolica esemplare. Era un tipico modello di famiglia normale: papà, mamma e due figli. Non mi è mai mancato nulla quand’ero bambino, ma all’età di 12 anni, ho iniziato a sentire che mancava qualcosa, qualcosa verso cui non potevo puntare il dito perché non riuscivo a identificare. Solo più tardi ho capito di cosa si trattava – amore. La mia ricerca d’amore fu lunga , e nel frattempo feci anch’io la mia parte di sciocchezze giovanili; ma alla fine trovai quello che stavo cercando. Oggi, dopo 17 anni di matrimonio, sono un marito felice e padre di dieci figli, quattro dei quali sono adottati.
Un mese fa ero steso in sala operatoria. “Sollevi il braccio destro. Adesso sentirà una piccola puntura…” Quello fu il mio ultimo contatto con la realtà prima che l’anestesia facesse effetto. A cosa stavo pensando? Ero spaventato? Per niente. Quello che sentivo era invece un profondo senso di gioia e pace. Dopotutto, se non mi fossi più svegliato, o meglio, se mi fossi svegliato ma “dall’altra parte”, ero pronto. Signore, da te io provengo, e un giorno da te ritornerò. Se il momento dev’essere questo, dipende da Te…
I primi momenti in cui stavo riprendendo coscienza…ero ancora vivo… “Provi a muovere le gambe…” potevo sentirle. Prima dell’operazione ho dovuto firmare un documento che declinasse la responsabilità in caso di “paresi degli arti inferiori” in seguito all’operazione. Grazie Gesù per avermi preservato da questa eventualità.
Mia moglie e il mio figlio maggiore vennero a trovarmi. I miei cari erano vicini a me. Non avrei potuto essere più felice.
Per i quattro giorni successivi sono stati costantemente al mio fianco. Importava poco che l’ospedale fosse a 300 km da casa e che in quella settimana due nostre figlie avrebbero ricevuto la Prima Comunione. Nessun problema. Vennero a trovarmi a turni.
Alla fine, dopo la Comunione di Magda e Martha, mia moglie lasciò i dieci figli alle cure dei nonni e si trasferì in un albergo non lontano dall’ospedale. Persone meravigliose, il nonno e la nonna! Fino al mio ritorno, divennero i genitori dei nostri figli. Anche se non vivevano con noi, si sistemarono in casa coi bambini, per permettere a mia moglie di assistermi nel periodo post-operaorio. Giorno dopo giorno, mi sedeva accanto, mi teneva la mano, e non faceva che ripetermi tutto l’amore che aveva per me, suo marito. L’effetto fu sorprendente: “La ferita è guarita per prima intenzione” -scrisse il dottore sulla mia lettera di dimissione.
Quello che ho descritto è un semplice episodio in una storia d’amore di 20 anni (siamo stati fidanzati per tre anni). Per quanto mi riguarda, il nostro amore non è “di questo mondo”. Mia moglie è un dono di Dio. Nel periodo in cui mi alienavo da Lui, ogni tanto davo un’occhiata a quello che avrei voluto, e chiedevo questo amore. Nostra Signora di Fatima! Davanti alla Tua statua nella cattedrale ti ho pregato di trovarmi una donna che io potessi amare. Hai ascoltato la mia preghiera! Non avresti potuto trovarmi una moglie migliore.
No, il matrimonio non è un’istituzione che sta morendo! Può Dio aver commesso un errore nel creare l’uomo e la donna? Nel comandar loro di lasciare i genitori e di unirsi in modo così completo che non fossero più due corpi ma uno, può aver mai immaginato questo corpo separato, può mai aver concepito l’idea di divorzio? Mai. Neanche per un istante.
Solo qualcuno che indirizza la gente verso vicoli ciechi – pornografia, “sensazionali e innocui” metodi contraccettivi, ecc… può averlo immaginato. Non lasciamoci fuorviare da queste offerte così apparentemente seduttive.
E per quanto riguarda la frustrazione, lo scoraggiamento, e la noia della vita matrimoniale? Recentemente mi sono imbattuto in una risposta perfetta a queste domande nella Bibbia. Siracide 9,7-9 e Proverbi 5,15-20 forniscono alle coppie sposate delle inestimabili perle di saggezza – saggezza che la nostra esperienza personale conferma pienamente.
Dio ci ha dato (marito e moglie) l’uno all’altra in modo che possiamo essere uniti in un corpo solo. Sapeva quello che stava facendo. Sapeva che la nostra vita non sarebbe stata facile. Per questo ci ha dato, tra le altre cose, i nostri corpi fisici, così che potessimo sentire il desiderio reciproco, e donarci l’un l’altra nell’amore coniugale. Uniti da un vincolo così meraviglioso, possiamo essere più capaci di sopportare qualsiasi tipo di stress e frustrazione, di trovare la pace in ogni fatica, di acquisire un nuovo gusto per la vita nei momenti di dubbio, e in generale di sopravvivere alle tempeste e agli sconvolgimenti della vita.
Come per il tedio e la noia, se noi (marito e moglie) vogliamo realmente darci l'un l'altra, ed abbiamo come nostra meta primaria la felicità del nostro partner, e solo secondariamente quello di  noi stessi, credetemi, non c'è nessuna possibilità che ci stanchiamo l’uno dell'altra. Sarebbe come dire "ho mangiato a tal punto che non avrò più bisogno di mangiare". Come nei casi in cui si mangia troppo è bene a periodi astenersi dal cibo, così nell'area delle relazioni coniugali, Dio le ha progettate in tal modo che è possibile che noi a volte “ci manchiamo”. Il ciclo mestruale della donna è un'occasione perfetta. Dalla mia esperienza personale posso dire che l’astinenza in quest’area è molto difficile, ma come sono gratificanti i frutti: ogni mese ci permette di godere di una luna di miele nuova.
A quelli che potrebbero essere inclini a leggere una certa idolatria del sesso e del piacere carnale in queste parole, io direi semplicemente che la nostra carnalità non è un dio ma una forza meravigliosa che ci lega insieme, permettendoci di trarre gioia dalla vita, anche di fronte a prove molto difficili o sfortune. 
Nel Sacramento di Matrimonio Gesù ci promette che lui rimarrà con noi sempre, purché che noi non lo mettiamo da parte. Ecco perché noi cerchiamo di seguire i seguenti principi della vita coniugale: 
Sempre rimanere insieme in stato di grazia. Siccome Gesù ci congiunse, noi vogliamo che Lui sia con noi ogni giorno. La vita si vive più facilmente quando noi teniamo i nostri cuori puri e stiamo vicini a Lui. 
Essere sempre insieme, e pregare insieme; essere separati solo quando è assolutamente necessario. Mai considerare separazioni lunghe neanche per motivi di maggior guadagno, successo professionale, o altri benefici. Due persone in un corpo, insieme nel bene e nel male. È possibile questo se spazio e tempo ci separano?
Non lasciate che il sole tramonti sulla vostra ira… Nei nostri 17 anni di matrimonio, noi non riuscimmo solamente una volta a seguire quello che San Paolo ci suggeriva - e di questo ci siamo pentiti immediatamente. Grazie a Dio, non lasciammo che ciò accadesse di nuovo. Durante i primi anni di matrimonio, anni di "adattamento", cercammo di non erigere muri tra noi, e di basare la nostra relazione sulla totale onestà. Poi cominciammo la nostra tradizione di discorsi serali quotidiani.  
Nelle nostre relazioni coniugali - per noi è il sigillo del nostro grande amore - cerchiamo di seguire il principio di non agire mai contro la volontà di Dio. Consideriamo la contraccezione una minaccia al nostro amore, e la evitiamo come la peste. Sappiamo che è un mezzo nelle mani di Satana.
Nonostante quello che la nostra cultura ci sta dicendo, la felicità è possibile all’interno di un matrimonio e di una famiglia. Io ne sono l’esempio!
Sono convinto che una famiglia felice sia prima di tutto un matrimonio felice. Dio ci ha permesso di condividere la nostra felicità con cinque figli nostri; e poi, dopo che avevamo costruito la nostra casa, con quattro bambini adottati. E come "ricompensa", recentemente ci ha donato la nostra piccola meravigliosa Mary. I nostri figli sono il tesoro e la gioia più grandi che abbiamo. Siamo fiduciosi che con l'aiuto di Dio li faremo crescere come adulti felici. 
Non c'è nessun bisogno di cercare lontano la felicità - nel successo, nella ricchezza, nel consumismo. È dentro di noi, se solamente saremo capaci di vederla. 
Mark, 37 anni 
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